
La Casa in Ordine
Anno
2019, november
Progetti selezionati
Idoli, Primitivi, Soufflè, Bricola
Non è certo la prima volta che “La casa in ordine” si occupa di loro: Mauro Cazzaro e Antonella Maione, in due parole Kanz Architetti, sono tra i protagonisti indiscussi della scena del design italiano e all’ultima Design Week di Milano hanno partecipato con un progetto collettivo, allestito negli affascinanti spazi della Biblioteca S.I.A.M. Hybritèque. La biblioteca ibrida ha riunito quattro realtà creative – oltre ai protagonisti di questo articolo, vi erano ZPSTUDIO (Firenze), Lorenzo Franceschinis (Tricesimo – Udine) e Studio F (Torino) – accomunate da un paziente lavoro di ricerca sui materiali nobili, sull’unicità dei procedimenti artigianali, sulla fusione tra tecniche e ispirazioni arcaiche e quelle contemporanee.
Abbiamo intervistato Mauro e Antonella per farci raccontare in prima persona i loro progetti, a partire dalle tecniche utilizzate, per arrivare alle fonti di ispirazione e al rapporto – sempre strettissimo ed essenziale nel loro lavoro – con gli artigiani veneziani e con le tradizioni uniche della Serenissima.
Cominciamo dagli Idoli, che si distinguono dagli altri oggetti presentati a Hybritèque perché sono puramente decorativi e non funzionali. Da dove scaturiscono e come sono realizzati?
Gli Idoli sono sculture decorative a parete. Perché la maschera? Il progetto nasce a Venezia, la città della maschera, non solo quella più propriamente carnevalesca; per tradizione fin dal Quattrocento a Venezia ci si mascherava nelle occasioni di festa per il gusto di mimetizzarsi, di non farsi riconoscere.
Ne è un esempio la “Bauta”, maschera veneziana neutra e inespressiva, quasi metafisica che, indossata insieme al mantello nero (il tabarro), rendeva tutti uguali. Un giorno ci siamo imbattuti in una mostra davvero notevole, il cui titolo era appunto Idoli, e lì abbiamo potuto ammirare una selezione di manufatti preistorici e protostorici. Ci siamo innamorati di quelle linee moderne che emergevano da un passato arcaico.
Unendo queste due ispirazioni sono nati Idoli, le maschere/scultura fatte a mano in stucco forte, lo stesso materiale e la stessa tecnica con cui si realizzano e restaurano gli stucchi antichi nei palazzi lagunari. Gli artigiani del laboratorio Unis.Ve sono stati gli artefici della produzione, e la loro esperienza nel campo delle tecniche tradizionali applicate ha permesso di raggiungere un risultato di altissimo livello.
Primitivi e Soufflè sono due progetti di vasi, ma tra loro molto diversi. Oltre alle forme, al primo sguardo incuriosisce il differente approccio tecnico. Me ne parlate?
Primitivi e Soufflè sono realizzati in vetro borosilicato soffiato e lavorato a mano da Maestri del vetro veneziani. Primitivi sono il frutto di un esperimento. Avendo un’approfondita conoscenza delle lavorazioni del vetro di Murano, siamo sempre stati affascinati dal vetro incandescente e senza forma che, soffiato all’interno di stampi di legno di pero, si tramuta in opere di estrema bellezza e raffinatezza.
Ci siamo però chiesti cosa sarebbe successo se lo stampo stesso fosse diventato parte dell’oggetto finale. Abbiamo coinvolto nell’idea i nostri artigiani che hanno risposto con grande entusiasmo: il vetro borosilicato è stato soffiato a 1200°C in ciotole in legno tornite da Lorenzo Franceschinis (altro protagonista di Hybritèque e di cui vi parleremo a brevissimo, ndr), producendo risultati affascinanti, di una delicatezza primordiale.
Soufflè è invece un vaso non vaso. Il concept scaturisce dalla volontà di progettare un contenitore che non ne avesse la forma archetipica e che, anche in assenza di fiori, costituisse di per sé una piccola architettura in grado di riempire e decorare lo spazio. I fori stessi attraverso i quali inserire i fiori recisi ricordano un merletto (ancora un contesto veneziano, quello di Burano, ndr) e la loro casualità caratterizza Soufflè, elevandolo a pezzo unico.
Se penso al vetro, penso a Murano. Qual è il vostro rapporto con quell’antica tradizione e con i Maestri artigiani che producono oggetti straordinari?
Per essere dei veneziani il nostro vetro è atipico, lavoriamo spesso con le fornaci di Murano, ma il vetro borosilicato è il nostro primo amore.
Il protagonista è però sempre l’artigiano con cui si è instaurato un reciproco rispetto: si lavora fianco a fianco, proprio come faceva Carlo Scarpa. Spesso addirittura non esistono disegni o render tridimensionali, ma uno scambio diretto di idee che si trasforma in oggetti concreti.
Questo lavorare di fronte alla materia ci ha permesso di impadronirci di conoscenze ed esperienze indispensabile a gestire al meglio il materiale, ponendoci vicini a chi sapientemente lo forma.
Di nuovo Venezia ha ispirato per i vostri macina sale e pepe, delle piccole “bricole” da portare direttamente in tavola. Come mai siete partiti proprio da quegli elementi poveri e funzionali?
Le bricole sono pali in legno che si incontrano navigando in laguna, segnano i canali, i percorsi sicuri. Sono elementi che affiorano dall’acqua, silenziosi, astratti, e noi cercavamo lo stesso effetto. I macina pepe e sale Bricole affiorano dal tavolo come elementi naturali, presenti. La forma minimale e le dimensioni derivano dall’osservazione delle mani nel gesto del macinare, mentre l’inclinazione li estranea dal contesto della tavola, diventando motivo di conversazione.
La Casa in Ordine
Design con un’anima veneziana
Year
2019, november
Projects selected
Idoli, Primitivi, Soufflè, Bricola